1 Aprile 2016

"Tipologie di gesti" mostra personale

Perché ancora pittura? In un’era così tecnologica come quella che stiamo vivendo, perché ancora pittura? Sarebbe come chiedersi perché ancora libri? Tanto per fare un’analogia con ciò che contiene, prevalentemente, il luogo di questa esposizione. In fondo tutto ciò che è digitale diviene, con gli strumenti a nostra disposizione, facilmente trasportabile, trasmettibile, comunicabile, e riduce i consumi di svariali materiali. Ma è proprio su quest’ultima caratteristica che mi vorrei soffermare per giustificare questa mia ostinazione del dipingere: il “materiale”, cioè il contatto diretto con qualcosa di concreto e tangibile, che non sparisce se va via la corrente o si esaurisce una batteria. Il dipinto, la scultura, il libro, sono cose concrete che si manifestano a noi oltre che attraverso il senso della vista, anche attraverso il contatto con la sostanza di cui sono fatti. La loro consistenza “corporea” tridimensionale, il loro peso e oserei dire il loro odore, ci comunicano qualcosa di più del prodotto virtuale. Ma anche limitandosi al solo fattore visivo oltrepassano il semplice apparire, perché ci trasmettono caratteristiche che, per quanto “riproducibili” (per dirla alla W. Benjamin), appartengono originariamente al quel singolo oggetto o a quell’opera. Naturalmente ci sono tante altre motivazioni che mi spingono a continuare a dipingere, molte delle quali comuni ed affrontabili con un’infinità di altri linguaggi. E qui si potrebbero elencare una serie di componenti che hanno a che fare con la comunicazione ed il conseguente tipo di messaggio da veicolare, con il concetto di valore estetico, con il rapporto di dipendenza o di affrancamento dal reale. Ma queste sono argomentazioni che lascio volentieri ai critici d’Arte. Posso solo aggiungere che continuo a guardare la varia umanità che ci circonda, cercando di coglierne gli aspetti che ne caratterizzano i comportamenti più ricorrenti, le abitudini e i comportamenti spesso problematici e a volte discutibili. Uso un linguaggio pittorico che pur rimanendo prevalentemente figurativo si concede delle digressioni in accenni di frazionamenti cubisti e piccoli brani di composizioni astratte.